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Ascolta “002: Anatomia di un brand: come crearlo e quali sono i 6 elementi chiave” su Spreaker.

Nella scorsa puntata abbiamo visto cos’è il brande perché per l’essere umano lasciare una traccia è così fondamentale. Una domanda sorge spontanea: com’è fatto un brand? Oggi vedremo insieme da cos’è formato un brand e quali sono le parti che lo compongono.
Innanzitutto dobbiamo ricordare che possiamo vedere un brand come una firma che lasciamo attraverso il nostro marchio su quello che produciamo o sul servizio che offriamo. Se sei curioso di saperne di più, ti consiglio di dare un’occhiata all’articolo 001: Cos’è il brand design e perché è importante nel successo di un’attività
Il fatto che alla nostra “firma” si associ un intero universo, significa che il brand è fortemente relazionato a quello che i nostri consumatori, i competitors ma anche chi lavora con noi pensa dell’operato del nostro marchio.
Per questa ragione, tutte le parti che vedremo ora devono essere necessariamente in linea con quello che vogliamo trasmettere con il nostro brand.

  • Il primo elemento che lo contraddistingue, e forse anche il più conosciuto, è il logo. Un logo, un marchio di fabbrica o un’icona di brand sono strumenti caratterizzati dalla “semplicità”. Di fatto, un logo è l’unione di forme, colori, simboli e qualche volta anche lettere, resi “semplici” e portati al loro essenziale. L’obiettivo di un logo è simbolizzare i valori, la qualità e la promessa che un marchio fa nei confronti del mondo, inteso come consumatori, sostenitori, lavoratori e competitors. Una nota storica interessante è che in antichità il logo veniva usato per indicare le origini di una persona o di un oggetto per sottolinearne il valore attraverso la sua connessione con una famiglia o un luogo prestigioso. Ad esempio, veniva usato su stemmi, monete, filigrane, bandiere e incisioni su metalli preziosi.
  • Il secondo elemento di un brand è lo slogan, individuato da poche parole che si relazionano con il logo. Può evidenziare degli elementi unici del prodotto o del servizio, oppure riferirsi alla promessa che vuole mantenere con quello che fa. Spesso per questa parte è necessario usare il copywriting, ovvero una scrittura che susciti interesse attraverso l’uso del corretto stile di comunicazione.
  • Il terzo elemento è l’appello ai sensi. Se consideriamo che secondo uno studio condotto dalla Rockfeller University ben il 35% della nostra attenzione viene catturata dagli odori, è evidente che dobbiamo giocare con tutti i sensi per dare al consumatore un’esperienza indimenticabile. Infatti, un’esperienza che includa più sensi possibile è molto più efficace nel costruire un’immagine chiara di brand; è per questo motivo che assistiamo sempre più a marchi che puntano a far vivere indimenticabili esperienze ai propri consumatori, non necessariamente relazionate con il prodotto ultimo del loro operato.
  • Il quarto e quinto elemento del brand sono l’architettura di brande e le famiglie di brand. Se ci pensiamo, spesso troviamo associazioni tra differenti brand che ci fanno pensare alla stessa “casa madre”. Possiamo raggruppare questi brand in due modalità differenti. La prima è quella dell’architettura di brand, che consiste in diversi marchi che fanno però riferimento allo stesso. Un esempio? Microsoft, che include Word così come X-Box. Di fatto si verifica quando esiste un brand principale con un numero di sotto-brand separati, unici e specifici. Le famiglie di brand si trovano invece nel caso in cui un brand decida, dopo un certo tempo, di espandere i suoi servizi e includere nuovi prodotti. Un esempio famosissimo è la Appie, che fa uscire con costanza nuovi prodotti sul mercato, sempre correlati con il marchio principale.
  • Il sesto e ultimo elemento di un brand è formato da quello che viene definito branding interno ed esterno. Dobbiamo infatti ricordare che se è vero che il brand funziona per il consumatore finale e, più in generale, per il mondo esterno, questo è dovuto anche ad una forte coesione e adesione ai suoi valori da parte di tutti coloro che operano per rendere reale questo brand. Per questo motivo, condividere gli aspetti chiave della strategia di comunicazione di un brand con gli impiegati di un’impresa serve per sincronizzare la personalità di un brande i suoi valori, così come mantenere gli impiegati informati e coinvolti in nuove iniziative. In questa comunicazione interna, la parte visiva gioca un ruolo chiave: siti interni, newsletter mensili riservate agli impiegati, linee guida del tono di voce e del linguaggio di brand fino ad arrivare all’interior design degli uffici, sono tutti strumenti per rinforzare la percezione di un brand all’interno e, di conseguenza, all’esterno dell’impresa.

Ciao! Sono Ilaria e disegno loghi, siti web e brand studiati apposta per avere successo. Raccontare il valore delle cose è la mia missione e mi entusiasmo quando la comunicazione è allineata con l’impatto che le attività vogliono avere nel mondo. Ti aiuterò ad avere una presenza unica e che ti faccia ricordare.

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